Fonte: http://www.cloudpeople.it/2013/10/03/cloud-farming-lagricoltura-nelle-nuvole/

L’agricoltura di precisione (o precision farming) è un insieme di tecniche per la gestione dei campi, basata sul micro-management di piccole parti degli appezzamenti di terreno, al fine di massimizzarne la resa, intervenendo in maniera mirata in caso di patologie ed infestazioni.

“Il precision farming nasce con il GPS, e con la possibilità – prima assente – di conoscere con relativa precisione le coordinate di ogni pianta.”

Il precision farming nasce con il GPS, e con la possibilità – precedentemente assente – di conoscere con relativa precisione le coordinate di ogni pianta (o di piccoli insiemi).

Il recente avvento della sensoristica a basso costo con capacità di comunicazione senza fili – alla base dell’Internet of Things – promette di aggiungere nuovi strumenti nella cassetta degli attrezzi del precision farmer: collocando opportunamente videocamere, igrometri, fotometri, rilevatori di acidità, ecc. è possibile ottenere una fotografia sufficientemente fedele di ogni parte del campo, consentendo il controllo remoto delle condizioni di crescita di piante e frutta.

La complessità di un sistema di questo tipo è però, come si può immaginare, piuttosto elevata; ancor peggio, il suo funzionamento presuppone l’esistenza di server dedicati e l’uso di software specifici – la cui gestione e manutenzione comporta costi e problematiche (aggiornamenti, troubleshooting di eventuali problemi, amministrazione di sistema, sviluppo di componenti ad-hoc, …) non sempre alla portata delle aziende agricole di ogni dimensione che punteggiano il nostro territorio.

Il cloud computing – ancora una volta – può essere l’elemento chiave per favorire processi generalizzati di innovazione (anche al di fuori dei territori urbani), favorendo l’allargamento dei principi alla base del concetto di Smart City anche in campagne ed aree rurali: offre anche a piccolissimi imprenditori agricoli (come i molti giovani che in questi anni si sono avvicinati al settore) l’accesso a software di monitoraggio e a strumenti di analisi tradizionalmente appannaggio di grandi e grandissimi gruppi, permettendo loro di coglierne gli innumerevoli ed eterogenei benefici.

Pur essendo di dimensioni ragguardevoli, la giapponese Shinpuku Seika ha deciso di accettare la proposta di Fujitsu, attratta dai vantaggi potenziali di una piattaforma cloud-based, in grado di facilitare le attività di pianificazione del lavoro nei campi: Akisai, l’infrastruttura progettata da Fujitsu, è in grado di raccogliere dati da una rete di sensori collocati direttamente sul terreno, analizzandoli e correlandoli per determinare il momento ed il campo migliori per piantare tipologie specifiche di prodotti. La soluzione sviluppata per Shinpuku Seika dispone di componenti installabili su dispositivi mobili – pensati per l’upload di annotazioni e di immagini provenienti direttamente dai campi, sfruttando il GPS presente sulla maggioranza degli smartphone – ed è accessibile da un comune browser, sposando la logica del Software-as-a-Service.

Akisai si sostituisce ai sensi ed all’esperienza dell’agricoltore nell’individuare le condizioni ideali per far germogliare piante e varietà specifiche, aggiungendo ai dati contingenti evidenze emerse dalle rilevazioni effettuate negli anni precedenti: applicando il principio – imperante nell’industria giapponese – del kaizen (miglioramento continuo attraverso variazioni progressive) Akisai ha permesso a Shinpuku Seika di raddoppiare in una anno la produzione di carote, aumentando del 12% quella di cavoli; con ulteriori margini di miglioramento, visto che la piattaforma di Fujitsu, in prospettiva, è in grado di ottimizzare dettagli come il percorso nei campi degli operai (rilevati attraverso il GPS degli smartphone).

In un mercato peculiare e variegato come quello dell’agricoltura giapponese, l’uso della piattaforma cloud-based di Fujitsu permette di facilitare la trasmissione dei saperi di una classe agricola che invecchia sempre più (70% oltre i 60 anni), limitando al contempo il dilagare delle monocolture industriali e preservando la biodiversità locale: il precision farming consente di variare la produzione, contrariamente all’agricoltura industriale/meccanizzata, in cui la monocoltura di massa favorisce la compressione dei costi per l’impresa.

La validità della soluzione studiata da Fujitsu – prima ancora che dai risultati conseguiti da Shinpuku Seika o dal successo di mercato – è dimostrata dal numero di piattaforme analoghe che startup e aziende specializzate stanno sviluppando, nella speranza di cogliere le opportunità offerte da un’innovazione ancora poco diffusa: FarmLogs, Field Profit Planner di Geosys, iAgri, sono solo alcuni dei prodotti cloud-based lanciati nell’ultimo anno, per la gestione di ogni aspetto della produzione agricola; o per l’applicazione dei medesimi principi all’allevamento del bestiame, come Farmeron e CloudHerd.

A fronte di un generalizzato abbandono delle campagne italiane confermato ancora una volta dall’Istat con il VI censimento agricolo del 2010 (-32,2% rispetto alla rilevazione del 2000), l’accesso a strumenti semplificati per la gestione delle risorse agricole, all’expertise cristallizzata negli algoritimi di analisi, raccomandazione e previsione utilizzati dalle piattaforme cloud-based, unitamente ai costi contenuti da esse consentiti, possono essere in grado di supportare l’afflusso di nuove energie verso un settore tuttora importantissimo nel quadro dell’economia italiana.